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Una guerra di lusso, un gioco da bambini

Posted on 17 Gennaio 2009 in Palestina-Israele | 1 comment


foto di Alex Majoli – galleria di repubblica.it

Nel post Stand di protesta contro l’operazione “piombo fuso”, raccontavo la mia piccola esperienza di “proteste” contro la guerra di matrice pacifista-israeliana. Come la pensa la maggioranza degli israeliani? E’ utile leggere questo articolo, molto più completo del mio post, pubblicato sull’International Herald Tribune e tradotto da Arabnews:

Per coloro che criticano Israele all’estero, il panorama non potrebbe essere più chiaro: la guerra di Israele a Gaza è una risposta enormemente sproporzionata ai razzi di Hamas, che sta causando indicibili sofferenze umane, e bombardando una popolazione già isolata ed impoverita riportandola all’età della pietra. E’ un’aggressione che dev’essere fermata. Eppure, qui in Israele sono molto pochi, almeno fra la popolazione ebraica, coloro che la vedono in questo modo. continua

Non sembra, leggendo i giornali italiani on line, che noi ci discostiamo molto da queste posizioni. Forse è vero, come dice questo articolo di Misna,che la storia, anche attraverso i media, la scrive il vincitore. Ma per fortuna c’è qualcuno che, nonostante tutto questo, lotta per la difesa dei diritti umani e lo fa con perseveranza e professionalità. Potete leggere questa Intervista con l’avvocato Lea Tzemel dell’Ong israeliana B’tselem di Peacereporter.

Rainews24 riporta una notizia, piccola ma emblematica, che ha scosso l’opinione pubblica israeliana:

Il Canale 10 della televisione israeliana, accusato di essere uno dei più faziosi nella copertura dell’operazione Piombo fuso e di fare di tutto per non mostrare il dolore dei cittadini di Gaza nei suoi reportage ha dovuto fare i conti nel telegiornale di prima serata con la drammatica realtà della guerra. Nel corso di un collegamento telefonico con un dottore palestinese, ospite abituale della trasmissione, l’intervista è stata interrotta da un boato.

Le grida disperate del dottor Izzedin Abu al-Aish hanno raccontato in diretta che un carro armato aveva appena sparato e colpito la sua casa uccidendo tre delle sue figlie e diversi membri della sua famiglia. Impietrito e impotente di fronte alle telecamere al conduttore non è rimasto altro che chiamare aiuto e chiedere l’intervento della Croce Rossa. Grazie all’aiuto dei giornalisti della tv israeliana, il medico è riuscito a raggiungere il valico di Erez dove alcune ambulanze lo hanno soccorso insieme alle altre figlie sopravvissute al bombardamento, ora ricoverate in gravi condizioni in Israele.

Ecco il video con i sottotitoli in italiano. Chi capisce l’inglese o l’ebraico può guardare la versione completa (e più efficace).

Un altro articolo molto forte è apparso il 15 gennaio 2009 sulle colonne di Haaretz. L’autore è Gideon Levy, molto noto, uno delle poche voci contrarie alla propaganda generale. Vale la pena leggerlo (traduzione misna):

“I combattimenti a Gaza sono una guerra di lusso. Rispetto alle guerre precedenti, sono un gioco da bambini: i piloti bombardano senza incontrare ostacoli, come se fosse un allenamento, i carri armati e i soldati dell’artiglieria colpiscono case e civili dai loro veicoli blindati, le forze speciali distruggono strade intere protetti dentro i loro minacciosi veicoli senza dure opposizioni. Un esercito forte e potente sta lottando contro una popolazione inerme e un’organizzazione debole e logora, che, fuggita dalle zone di conflitto, ha appena accennato una lotta.

Tutto ciò va detto apertamente, prima di iniziare a esultare per il nostro eroismo e la vittoria. Questa guerra è un gioco per bambini anche a causa delle sue vittime. Circa un terzo dei morti a Gaza sono bambini -311, secondo il ministero della Sanità palestinese, 270 secondo il gruppo israeliano per i diritti umani B’Tselem -su tutti i 1000 uccisi fino a mercoledì. Circa 1550 dei 4500 feriti erano anche loro bambini, in base ai dati forniti dalle Nazioni Unite, secondo le quali il numero dei bambini uccisi è triplicato da quando è iniziata l’operazione via terra.

Questa percentuale è troppo elevata rispetto a qualsiasi standard umanitario o etico. È sufficiente guardare le immagini provenienti dallo Shifa Hospital per vedere quanti bambini bruciati, sanguinanti o morenti si trovano ora là. La storia ha visto innumerevoli guerre brutali portare via vite che non si potevano contare. Ma la terribile percentuale di questa guerra, con un terzo dei morti composto da bambini, non si è mai vista nella storia recente. Dio non mostra pietà per i bambini nelle scuole materne di Gaza né la mostrano le Forze di difesa di Israele (Idf).

Così va quando la guerra viene scatenata in una zona densamente popolata con una popolazione così benedetta dalla presenza di bambini. Circa la metà dei residenti di Gaza ha meno di 15 anni.

Nessun pilota o soldato è andato in guerra per uccidere i bambini. Nessuno tra loro era intenzionato a uccidere i bambini, ma sembra anche che nessuno di loro abbia intenzione di non ucciderli. Sono andati in guerra dopo che l’Idf aveva già ucciso 952 tra bambini e adolescenti palestinesi a partire dal maggio 2000. La sconvolgente indifferenza pubblica a queste cifre è incomprensibile.

Un migliaio di propagandisti e apologeti non possono giustificare queste criminali uccisioni. Si può accusare Hamas per la morte dei bambini, ma nessuna persona ragionevole nel mondo accetterebbe una simile merce propagandistica, ridicola e imperfetta alla luce delle immagini e delle statistiche provenienti da Gaza.

Si dice di Hamas che si nasconde tra la popolazione civile, come se il ministero della Difesa a Tel Aviv non si trovasse in mezzo a una popolazione civile, come se ci fossero posti a Gaza che non sono in mezzo alla popolazione civile. Si può anche sostenere che Hamas utilizza i bambini come scudi umani, come se in passato le nostre stesse organizzazioni che hanno combattuto per costruire il paese non abbiano reclutato bambini. Una significativa maggioranza dei bambini uccisi a Gaza però non è morta perché sono stati usati come scudi umani o perché hanno lavorato per Hamas. Sono stati uccisi perché l’Idf ha bombardato, colpito o sparato contro di loro, le loro famiglie o gli edifici in cui abitavano.

Questo è il motivo per cui il sangue dei bambini di Gaza è sulle nostre mani, non sulle mani di Hamas, e noi non saremo mai in grado di sfuggire a queste responsabilità. I bambini di Gaza che sopravvivono a questa guerra ce lo ricorderanno…. “

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1 Comment

  1. grazie per la traduzione e il video

    Ariel

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