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A Sefforide con Raia e Eitan

Posted on 4 Ottobre 2005 in Spiccioli di vita in Terra Santa | 0 comments

Martedì 4 ottobre 2005

Oggi è il capodanno ebraico, nonché primo giorno di Ramadan Andiamo in gita con i nostri amici Eitan e Raia, in Galilea. Partenza alle 8:30 da porta Damasco. Prendiamo la strada per Tel Aviv e facciamo sosta rifornimento ad un grill molto famoso. È infatti un memoriale di Elvis! Non può mancare la foto ricordo davanti alla statua d’oro.


Il locale è pieno di turisti, soprattutto americani e russi. Per il bagno bisogna sgomitare.

La tappa successiva è Nazaret Hillit, a casa di Iael, una amica di infanzia di Raia, che ci aspetta con il marito e la figlia, sposata e incinta, per la colazione (aruhat boker). È gente simpatica e semplice che ci accoglie con affetto e gentilezza. Sono stati varie volte in Italia quindi gli argomenti non mancano. Abitano proprio in cima a Nazaret Hillit. Dalla loro casa si vede un bellissimo panorama, tra cui anche la grande Basilica dell’Annunziazione:

Verso le 12 30 (la colazione è praticamente un pranzo) ripartiamo alla volta di Sefforide per una visita agli scavi della antica città. Il sito è molto bello e possiamo usufruire di una guida, carina e simpatica ma che purtroppo parla in un ebraico strettissimo. Io non resisto più di dieci minuti, sia perché non capisco quasi nulla, sia perché ho un gran sonno, sia perché anche se fosse stata in italiano mi sarei annoiato lo stesso. La visita dura ben due ore. Da segnalare una sinagoga del 4 secolo e due case romane tutte con mosaici bellissimi. Eccovi alcune foto:

Questo era il villaggio nel 1930 circa quando vennero iniziati li scavi. Si intravede in alto una rocca. Questo villaggio venne completamente raso al suolo nel ’48 dagli israeliani e la gente cacciata via. Ora non c’è più nessuno, solo scavi.


La rocca che si vedeva nella foto sopra.


Dalla rocca… il panorama con alcuni scavi.


Due fratelli…


Il cardo massimo


Lorenzo e Eitan


Particolare della casa del Nilo

Vi risparmio le altre foto…

Alle 15 circa ripartiamo alla volta di un posto panoramico dove facciamo il pic nic, raggiunti dal fratello della Raia e figlia. Non può mancare l’immancabile caffè preparato da Eitan con l’attrezzatura da viaggio che dura da quanto ha fatto il soldato. Ha dovuto sostituire la valigetta di legno con una di plastica da pescatore:


La bambina Adva, tremenda!

La mangiata è notevole. C’è anche il vino: un cabernet molto buono, l’etichetta è dedicata a Elvis… Addocchiamo in particolare alcuni dolcetti arabi super unti… ne mangio diversi e dopo in macchina rishio la congestione per il freddo dell’aria condizionata. Anche Lorenzo non si tira indietro…

Ripartiamo verso le 17 30 per l’ultima tappa, a casa del fratello dell’amica della Raia, che abita oltre Acco a qualche decina di km dal confine on il Libano. È un ex agricoltore, che ha costruito delle casette e piantato alberi (specialmente avogadi) in una zona che 30 anni fa, quando è arrivato, era desolata. Il posto è bellissimo. Questo tizio però ha avuto un ictus e quindi è costretto alla carrozzella. C’è la moglie, la figlia 40enne e di nuovo le due figlie dell’amica della Raia… Un’altra tavola imbandita e chiacchiere cordiali… Ci fanno molte domande sulla nostra famiglia, sulla scelta di venire ad abitare qui, sulla differenza tra cristiani e musulmani… Ci siamo trovati bene con loro, anche se non siamo riusciti a mangiare niente della loro tavola. Non ho nemmeno avuto la forza di fare delle foto…

Verso le otto e mezza riprendiamo la macchina per tornare a casa. Vi risparmio gli argomenti trattati nel viaggio di ritorno. Alle 22 30 siamo a porta Damasco.

Prendiamo lo sherut che gentilmente fa una deviazione e ci porta fino al nostro cancello di casa evitandoci la salitona da Abudis. Recuperiamo la salmodia (ora media, vepro e compieta) e andiamo a letto alle 23 30 esausti ma contenti per le persone che abbiamo conosciuto e i posti visti.

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