Capire la gente, casa 25 anni fa

Martedì 21 febbraio 2006
Oggi torniamo davvero alla normalità! Mattinata di studio intensissimo per preparci alla lezione del pomeriggio dalla nostra amica Elisabeth. Come sempre dobbiamo preparare un “testo” con i vocaboli imparati la lezione precedente. Questa volta riguardano l’ambito interessantissimo della guida di pellegrinaggi. Abbiamo imparato parole fondamentali quali ad esempio: biglietto di ingresso, museo, lago di tiberiade, ristorante, prenotazione, valle del giordano, turista, chiamare al telefono l’autista dell’autobus, muro del pianto, panorama ecc. Il raccontino, penosissimo, ci fa sudare sangue. Comunque in qualche modo ci arriviamo in fondo. Per la prossima volta invece il tema sarà la ristrutturazione della casa: idraulico, pittore, rubinetti, acqua calda/fredda, elettricità…

Ci ha colpito molto una frase della nostra maestra che ci ha detto con faccia molto seria e preoccupata: “con la situazione qui così difficile dovete assolutamente imparare a capire quello che dice la gente che vi circonda, è importantissimo!”. Wow! Effettivamente quando giri per il suk o sui taxi, la sensazione di non capire nulla, di essere totalmente straniero e in balia delle persone che ti stanno accanto è piuttosto spiacevole. Ma non temete, qualche cosa già capiamo!

Tornati a casa Lorenzo vuole fare alcune fotografie alla vecchia casa dove ha abitato 25 anni fa, quando le sorelle occupavano la attuale nostra casa e lui veniva qui dalle suore a lavorare nel giardino come “affitto” per la casa delle sorelle! La sua casina era poco distante. Ora il muro di separazione la divide da noi. Per fortuna non è ancora completo e possiamo ancora passare.

Mentre ci portiamo verso la breccia del muro, incontriamo un poveraccio di Ramallah che porta taniche d’olio, un po’ a mano e un po’ con una cariola fatiscente. Il mio trascorso di boy scout mi costringe alla buona azione:

Quando il bel marciapiede ai piedi del muro, faccio ancora pochi metri poi mi pianto. I sassi e la ruota di legno della carriola impediscono di procedere spedito. Facciamo due chiacchiere (in arabo!) con il signore e procediamo con il nostro servizio fotografico. Dobbiamo svoltare a destra per vedere la famosa casetta:

Eccola lì sotto quei pannelli solari e quei bidoni dell’acqua. Una volta ovviamente non c’era il resto della casa.

Tra pochi giorni, se i lavori continuano con i ritmi di queste ore, il muro sarà completato e non potremo più venire a vedere la casetta, nè passare ad Azarie.

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