Desiderio di vita dopo la tragedia


Una bambina palestinese gioca nel campo profughi di Jabaliya, a Nord della striscia di Gaza foto ei
Mercoledì 12 marzo, purtroppo per un giorno solo, siamo finalmente riusciti a tornare a Gaza. E’ venuto con noi il simpaticissimo Father Don, un gesuita americano di 79 anni già amico di suor Susan e suo compagni di avventure qui a Gaza. Abbiamo trovato i nostri amici come sempre molto accoglienti e gentili ma questa volta molto più provati e segnati dalle ultime settimane di guerra, morti e distruzioni di cui abbiamo ampiamente sentito parlare nei giornali.
Ci hanno detto che è stato il peggior periodo di questi ultimi 8 anni. Non c’era mai stata così tanta sofferenza, disperazione e impotenza. I bambini sono i più colpiti, specialmente della zona a Nord della Striscia. Moltissimi hanno avuto le famiglie direttamente coinvolte negli attacchi.
In questi giorni le scuole sono state riaperte e gli insegnanti hanno organizzato attività di gioco e di festa per aiutare i piccoli a superare i traumi della violenza: compleanni, matrimoni, feste, danze…
Sabah ci ha portato a visitare la nostra amica Tawzia nel centro di Gaza. Questa è stata l’occasione sia di incontrare un importante politico locale di Fatah che ci ha offerto un ottimo pranzo a base di hubbeza (una pianta selvatica cotta in un brodino…), sia di acquistare 4 meravigliosi tappeti fatti dalle donne di Gaza. Dedicherò prossimamente un post a queste perle di artigianato locale.
Poi abbiamo fatto sosta nel centro delle donne dove Sabah stessa lavora: attraverso corsi, aggiornamenti, interventi sul campo, stages, ecc. cercano di aiutare le donne a migliorare la loro condizione lavorativa, sociale, familiare. Un posto molto interessante, aperto, con persone affatto timide e restie che ancora una volta ci hanno accolto con grande cordialità.
Questa volta sono stato impressionato dalla forza e dalla volontà di queste persone di fare bene, di costruirsi un futuro, di impegnarsi nonostante tutto sia scuro e negativo, senza alcuna possibilità di miglioramento. In diversi si sono molto raccomandati di raccontare raccontare raccontare senza stancarsi che la maggior parte della gente di Gaza è positiva, non vuole questa guerra, vuole solo vivere la propria vita in pace e normalità. Come dargli torto?
Prima di rientrare in Israele abbiamo fatto una brevissima sosta dalle suore di Madre Teresa. Le abbiamo lasciato biscotti, cibo raccolti nelle varie visite e una buona offerta per i loro bambini. Ci hanno riconosciuto!! Anzi la settimana scorsa erano pronte per accoglierci per la nostra settimana di ritiro (che poi è saltata per l’aggravarsi della situazione). Questi contatti e queste relazioni, a poco a poco sempre più strette, ci danno la voglia e la forza di voler tornare presto!
Di seguito il video e le foto che ho fatto durante il viaggio:
Nel sito della nostra ONG trovate il report di Father Don.
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