
Ultimo giorno di visite importanti. Decidiamo di fare tutto a piedi per goderci la città (non tutti saranno d’accordo!). Prima tappa al Getsemani, presso l’orto degli ulivi e la pietra dell’agonia nella Basilica. Secondo le abitudini di questi giorni ci siamo fermati a leggere, un pezzettino per ciascuno, il Vangelo di Marco: cap 14 e 15, particolarmente adatti al posto dove eravamo.
Poi abbiamo camminato fino alla città di Davide, a sud delle mura della città vecchia. Emozionante la discesa nei cunicoli e il tunnel (quello senz’acqua) di Ezechia. Alla piscina di Siloe abbiamo letto il capitolo del cieco nato (Gv 9). Poi ci siamo divisi: Giobba, Lorenzo e i due casatesi sono andati in città a cercare il Kebab per il pranzo. Io ho guidato il gruppo, a piedi, fino a casa. Il percorso non è brevissimo (40 minuti). Essendo l’ora di pranzo, il caldo e la stanchezza non hanno facilitato il mio compito.
Ma come sempre i ragazzi sono stati bravissimi, Non si sono nemmeno troppo scomposti quando, salendo a piedi nel villaggio di Silwan verso Ras alAmud, alcuni ragazzini hanno cercato di lapidare Renzo (particolarmente lento ma chiacchierone nella salita!) con un sasso. Episodio isolato.
Il pomeriggio Antonio ha organizzato una splendida “scuola della pace cup”: quattro squadre di calcio, miste (le ragazze sono state bravissime), che si sono sfidate in brevi partite al meglio dei 3 goal o di 15′. La squadra dei “vecchi” (giobba, andrea, antonio, mattia, cecilia e sara) ha stravinto la sfida. Godetevi le foto:
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| Città di Davide e torneo di calcio – scuolina 13 |

Grazie Andrea per averci dato la possibilità di seguire, con le tue stupende foto, il cammino che avete fatto in questi 14 giorni.
E’ stato veramente un appuntamento, emozionante commovente e divertente.
Grazie mille!
Cari Andrea e Lorenzo, in questo momento i nostri ragazzi avranno già lasciato Gerusalemme per rientrare a casa: inutile dirvi la gioia che pervade il mio cuore e quello di tanti altri nell’attesa. Ecco allora che queste poche righe vogliono essere il mezzo per ringraziarvi, ma soprattutto per esprimervi il “disagio” che provo ed ho provato in questi giorni, nell’essere diviso tra la fame di notizie, immagini, commenti dei nostri ragazzi e l’assurdità che si consumava li attorno. Più volte ho pensato a cosa scrivere per farmi vicino, partecipe almeno a parole, ma invano. Vogliate raccogliere almeno l’intenzione… Ora, personalmente, spero solo che questo blog che “forzatamente” mi ha tanto attratto, non perda di interesse senza i nostri ragazzi, ma continui a stimolarmi. Nell’attesa di conoscervi di persona: Infinitamente grazie, un abbraccio.