Ho ricevuto un regalo da un’amica che ci manda frequentemente dei segni, mai banali, del suo affetto e della sua amicizia: una raccolta di strisce di Lupo Alberto. Leggendole in questi giorni di guerra mi ha fatto uno strano effetto. Ve ne propongo una che, forse un po’ forzatamente, potrebbe descrivere con cinico realismo il conflitto in corso, ripetitivo, incancrenito, senza luce in fondo al tunnel…


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… perde la memoria!
Probabilmente invece la memoria di questi terribili 23 giorni di massacro rimarrà viva a lungo nella mente dei palestinesi e, speriamo, nelle coscienze dei cittadini del mondo. Secondo Shawan Jabanien “le conseguenze si sentiranno per un lungo periodo, sulle idee, sulle azioni, sulle coscienze delle persone: comporteranno un mutamento nel significato stesso del termine giustizia. Non solo qui in Palestina, ma su tutte le persone che credono nei diritti umani, nella giustizia, nel diritto internazionale”.
Mi ha colpito il ragionamento di Jonathan Cook secondo cui la devastazione è sempre stato un obiettivo per Israele: distruggere il maggior numero di infrastrutture al fine di impegnare il nemico in un lungo, costoso, estenuante processo di ricostruzione. Per finire un video segnalato da cri.