Israele ha intensificato nella striscia di Gaza l’operazione ‘Nuvole d’autunno’ che in 72 ore ha causato 25 morti tra i palestinesi. Quattro militanti delle Brigate Ezzedine Al-Qassam sono stati uccisi in un raid aereo a Shujaiya, nella zona orientale della Striscia. I quattro, tra cui il capo di una cellula locale, si erano appena fermati vicino a una moschea per la preghiera, quando la loro automobile è stata centrata da un missile. Cinque i feriti.
Quattro civili palestinesi, tra cui due donne, sono stati uccisi dall’esercito israeliano anche a Beit Hanoun, nel nord della Striscia. Le vittime sono state colpite a morte mentre si recavano a un’adunata davanti alla moschea di al Nasr, per chiedere il ritiro delle truppe israeliane che la tenevano in stato d’assedio. La sparatoria ha preceduto un’ardita operazione di salvataggio condotta da 200 donne che hanno fatto scudo con i loro corpi a una quindicina di miliziani di vari gruppi assediati nella moschea, permettendogli di eludere il fuoco dei carri armati israeliani e di fuggire.
A Betlemme, è stato ucciso un leader locale della Jihad, Thaer Hassan, 24 anni. Dalla mattina un reparto dell’esercito israeliano assediava la casa della sua famiglia. Hassan era ricercato da anni. In serata trenta carri armati israeliani avrebbero fatto irruzione nella città di Jabaliya e truppe israeliane sarebbero entrate anche a Soudania, a nord della città di Gaza. A far salire la tensione ha contribuito l’arresto all’alba a Ramallah del ministro per i Lavori pubblici e l’Edilizia dell’Anp, Abdelrahman Zidane, esponente di Hamas, arrestato a casa sua dai soldati israeliani.
– Mons. Celestino Migliore, osservatore permanente della Santa Sede all’ONU, intervenendo alla Commissione di politica speciale e decolonizzazione dell’assemblea generale dell’Onu sul tema dei rifugiati palestinesi in Medio Oriente ha rinnovato la denuncia del conflitto israelo-palestinese, richiamando la responsabilità della comunità internazionale ed in particolare del Quartetto ad assumere il compito di riattivare rapidamente un vero negoziato. Ha denunciato come un fatto triste che la comunità internazionale non sia riuscita a impegnare israeliani e palestinesi in un dialogo significativo e concreto per trovare una soluzione capace di dare pace e stabilità a entrambi. La spinta al negoziato deve avere un approccio equidistante, evitando, ha detto, l’imposizione di pre-condizioni da entrambe le parti”. Il Vaticano ritiene che una soluzione raggiunta attraverso il negoziato e il dialogo debba includere lo status di Gerusalemme: “Alla luce dei numerosi casi di violenze e sfide alla libertà di movimento create dal Muro di sicurezza, la Santa Sede rinnova il suo appoggio per condizioni internazionalmente garantite che assicurino la libertà di religione e di coscienza dei suoi abitanti, libero e illimitato accesso ai Luoghi Santi da parte dei fedeli di tutte le religioni e nazionalità”.