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Stand di protesta contro l’operazione “piombo fuso”

Posted on 16 Gennaio 2009 in Gaza, Palestina-Israele | 0 comments

dimostrazione contro la guerra a gaza - hebrew university jersualem

Sono ritornato a lezione dopo due settimane di assenza (giustificata!). Non ne avevo molta voglia. Non per l’arabo, che mi piace e che studio volentieri quanto piuttosto per il fatto di dover condividere spazi, discorsi, caffè con gli amici israeliani il cui esercito in questi giorni sta devastando la striscia di Gaza. Il più delle volte non si parla di queste cose. “A lezione è vietato parlare di politica” ripetono spesso i docenti. Ma è altrettanto difficile far finta di niente.

La mia breve esperienza mi ha mostrato che parlarne è un grosso problema. Io resto impotente e muto difronte a punti di vista così lontani e incomunicabili, anche delle persone più intelligenti e aperte. Ognuno resta arroccato nella sua posizione accusandoti implicitamente di non capire, di non poter dire, come straniero, la tua. Non c’è spazio. Si rischia di rovinare un’amicizia. E questo sarebbe per me dolorosissimo.

Ma gli israeliani non sono tutti uguali! Anzi si vantano della loro “varietà” e della possibilità per ognuno di dire la propria, con il rischio di non essere ascoltato o al massimo di beccarsi qualche insulto. Ieri mi sono imbattuto in un gruppo di studenti che manifestavano silenziosamente contro la guerra a Gaza. Avevano dei cartelloni con i bollettini di morti (+ di 1000) e feriti (+ di 4000) aggiornati. Alcuni di loro si sono distesi per terra e sono stati coperti con un telo bianco, come morti. Un foglio indicava in ebraico e in arabo l’dentità della vittima: età, residenza, luogo e causa della morte.

Qualcuno di passaggio ha fatto come di consueto domande, ha lanciato slogan contrari… E loro stavano in silenzio. Qualcuno di loro lo conosco. Un piccolissimo gruppo. Gente in gamba. La propaganda del governo, la compatezza della opinione pubblica, il silenzio o il disinteresse davanti ai diritti umani calpestati e dimenticati sembra far più male a loro, che di questa società fanno parte, che a me.

Stand di protesta contro l’operazione “piombo fuso”…
Non ci sono soluzioni militari al conflitto
Solo una tregua dell’occupazione può far procedere la pace
III III III III 1047 e continuano… non è sufficiente??!!

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