
Ragazzi che giornata!
Come sintetizzare in poche parole le sensazioni provate in compagnia di questi straordinari discepoli del Signore e del vangelo delle beatitudini? E’ troppo fresco nel cuore. Ma domani si volta pagina, quindi butto giù qualche impressione, rimandando ai prossimi giorni la pubblicazione del film di tutta la giornata!!
La partenza: l’autobus dotato di elevatore per le carrozzine è arrivato, da Nazaret, in ritardo. Noi eravamo tutti in attesa (vedi foto sopra). Una volta salite, le carrozzine, fissate un po’ allegramente, hanno cominciato a seguire l’onda delle curve, delle salite e delle discese sotto i nostri sguardi impotenti. Ad un certo punto si sono tutte incastrate… e le cose sono andate meglio! Solo una vittima. Abuna Yacub che, avendo la carrozzina fissata al suolo, si è completamente ribaltato all’indietro, per fortuna senza gravi danni.
La messa a Taybe è stata molto ricca sia per la varietà del popolo presente, sia per i canti, sia per i contenuti. Ha presieduto mons.Camillo Ballin, vescovo del Kuwait, vecchia conoscenza di qualcuno. Poi a Beit Efraim, l’ospizio nuovo di Taybe, con meno ospiti del nostro, il pranzone insieme agli altri ospiti della casa. Anche se abituati a ricevere il loro piatto e la loro porzione calibrata, i nostri amici affamatissimi si sono avventati su salsine, olive, humus presenti fin da subito in tavola, rendendo vani i tentativi della suora di iniziare dopo la preghiera. In un qualche modo siamo arrivati alla fine tutti sazi e contenti. Poi balli e musica animati dai giovani della parrocchia. Alle 15.30 abbiamo rimesso in moto l’arca di Noè e siamo tornati a casa.
Come affiancare questa giornata con il vangelo di oggi Lc 6,17-26? Non è difficile individuare nei nostri amici i destinatari delle beatitudini, soprattutto oggi vedendo le loro facce contente. Più difficile accettare che la loro sia, anche per me, la condizione “ottimale” di discepolato. Il mio cuore si ribella un po’ quando si rende conto che si deve sentire “beato” e cittadino del Regno proprio quando è povero, infelice, solo, affamato, o addirittura malato. Per fortuna, mi dico a bassa voce, non mi capita spesso! Eppure l’elezione del Signore è proprio lì. Nel vangelo si capisce bene che Gesù, quando dice “beati voi poveri” non si rivolge ai numerosissimi malati ma ai discepoli!! Per i malati è scontato. I discepoli invece devono sentirsi dire che per Lui è tutto rovesciato.
Io dopo una giornata così mi sento ovviamente contento per tutte le relazioni, i sorrisi, gli aiuti dati e ricevuti. Ma soprattutto è come mi fossi un po’ sciolto, un po’ frollato e “positivamente macerato”, stando accanto a queste persone. Mi sento più sensibile, emozionabile, più capace di gioire di piccole cose e di piccoli regali e più esigente nel cercare il suo aiuto. La strada è lunga!
tutto in ordine prima della partenza
beit efraim
i balli
la soldatessa al checkpoint che voleva controllare tutte le identità (poi ha desistito)
E’ bello vedere che queste persone hanno accanto gente umile e buona ad aiutarli anche semplicemente con la propria presenza.
Ciò che occhio non vide, nè orecchio udì, Dio lo ha rivelato a chi lo ama.
GRAZIE.Tuo uoaeiou