Sabato 3 dicembre 2005
Oggi è un gran giorno. Cominciamo il nuovo corso di arabo parlato. Non più al British Council ma alla Maison d’Enfants cioè dalle nostre suore. La raissa suor Giuseppina ci offre, come insegnante privata, Maha, 45 anni, una loro dipendente che si occupa dei bambini: li accompagna e li va a prendere a scuola e al pomeriggio sta con loro per i compiti. Alla mattina è completamente libera. Suor Lodi non la vuole in cucina perchè parla troppo, quindi generalmente pare se ne stia chiusa in camera. Ci siamo accordati per vederci dalle 10 a 12 tutti i giorni tranne la domenica e il venerdì, perchè i bambini sono a casa da scuola e il lunedì perchè Maha va a Betlemme a casa sua. Quindi almeno quattro giorni alla settimana per un totale di 8 ore. Noi abbiamo chiesto quanto la dobbiamo pagare ma suor Giuseppina ci ha liquidato dicendo che è già pagata da loro e la mattina è libera e le farà bene parlare con noi, magari impara qualcosa!
Con queste ottime premesse facciamo la prima lezione. Siamo un po’ emozionati. Non sappiamo come andrà. Speriamo di non metterle soggezione. Secondo i consigli di Benedetto, portiamo con noi un libro datoci da lui chiamato in gergo “il piccolo fratello” perchè è stato scritto da un fratello della comunità dei piccoli fratelli. Ad una prima occhiata sembra abbastanza “antico”, ci sono molti dialoghi e pochi esercizi..
La lezione è buona. Maha non ha nessuna soggezione, anzi ci bacchetta sonoramente quando pronunciamo male una parola (cioè sempre!). Ci sono almeno una decina di “H” diverse, suoni gutturali, aspirate, accennate, sussurrate… Terribile!!! Il problema è capire dove si sbaglia perchè quando lei legge una parola e noi la ripetiamo identica non va quasi mai bene. Manca sempre qualcosa… Ne Issa (british) ne Mudros (école) sono mai stati tanto severi.
Ci spariamo due dialoghi. Nel piccolo fratello tutto è scritto in caratteri europei. Maha inizialmente si scrive tutto in arabo, forse per essere sicura di capire bene. Resto sbalordito di come scriva in fretta ed elegantemente tutte le lettere. Uno spettacolo. Io e Lorenzo abbiamo due approcci diversi. Lui apprezza molto questo lavoro sulla pronuncia e si impegna molto per migliorare. Io invece mi stufo un po’ e tenderei ad andare avanti sperando di apprendere in seguito la pronuncia corretta. Comunque facciamo l’uno e l’altro. Le due ore passano in fretta. Suor Lodi ad un certo punto viene a vedere come va e io le dico “keef alek? fi shugul bass ma fish masari!!!” (frase che avevamo appena letto nel dialogo e che vuol dire come va? c’è il lavoro ma non ci sono soldi!!). Lei divertita e ammirata si sente descritta dal proverbio ed è molto d’accordo. Come compito ci viene assegnata una lista di una 15na di parole da leggere ed imparare (tutte impronunciabili). Non so come faremo senza le sue bacchettate correttive. Io sono molto clemente come me stesso e imparerò le 15 parole in un battibaleno.
Per la prima volta da quando siamo qui la suora ci chiede di darle una mano per andare a prendere i bambini a scuola. Ovviamente con la sua macchina, la mitica peugeut 206. Ricorderete il video del viaggio incubo il 19 novembre. Ci consegna solennemente le chiavi. Lorenzo si sente investito con molta solennità di questo ruolo. Il nostro viaggio a chercher les enfants è particolarissimo. Non può mancare un bel video dell’avvenimento.
Pranzetto a casa e riposino. Alle 15 30 Lorenzo mi tira giù dal letto. Ci sono, come anticipatoci da sr giuseppina, i superiori provinciali (responsabili di tutto il MO) in visita e ci vogliono salutare. C’è anche la Visitatrice che incontrai mezzo morto per la febbre. Sono molto cordiali. Il lazzarista ci ringrazia molto per la nostra collaborazione e vicinanza con le suore e ci invita a continuare a custodirle (io penso dentro di me che sono loro che ci custodiscono… ma faccio finta di niente). Ci sono anche i bambini intorno a noi che si esprimono in recite e canti. Noi facciamo ottima figura nel dimostrare la nostra ormai affiatata amicizia con loro.
Celebriamo un bel vespro solenne in cappella dalle suore come tutti i sabati e le tutte le domeniche che possiamo. Dopo una buona cenetta (ci stiamo gustando come dessert in questi giorni i biscotti Papuchados regalatimi dalle suore per il mio onomastico innaffiati nell’ottimo vino di Khader). Dopo cena ci vediamo addirittura un film DVD al computer. Si chiama La finestra di fronte di Ozpetek. Una carissima amica lo ha regalato a Lorenzo prima di partire (GRAZIE!). Non è proprio il mio genere ma comunque il film è molto bello e passiamo un’ottima serata.