Navigation Menu+

Giro in bici e rischio linciaggio

Posted on 30 Novembre 2009 in Spiccioli di vita in Terra Santa | 3 comments

paperoga-kalatravaSabato pomeriggio, vestito da paperoga (in rosso!), sono andato a fare un bel giro in bici con Mario, il mio amico italo-francese volontario dalle suore. Un gran bel tour. Abbiamo attraversato posti diversissimi e gente diversissima, come solo a Gerusalemme può capitare.

Siamo partiti da casa, Shaiah, quartiere arabo nella parte est, Gestemani, salita a Porta Damasco piena di gente per la festa del sacrificio, via dei profeti (quasi deserta perchè sabato), via Jaffa, stazione degli autobus, ponte nuovo di Calatrava (foto sopra), via T.Erzel, museo Yad vaShem, discesona a tutta birra fino ad Ain Karem (invasa da israeliani in cerca di bar e pic nic), valle di Beit Zait (dove c’è la diga… asciutta), sottopassaggio dell’autostrada 1 a Motsa, Valle degli Arazim fino all’Monte Hotsvim… ma proprio là, in via Golda Meir, sotto Ezrat Tora, quando eravamo stanchissimi per la salita e i km percorsi…

….ci troviamo in mezzo ad una manifestazione di ebrei ultraortodossi, haredim. Numerosi come formiche! Hanno cominciato a urlare verso di noi Shabbat Shabbat (in effetti eravamo gli unici non vestiti di nero, in bici palese violazione del sabato), a sputare per terra e a minacciarci con le pietre. Andavamo talmente piano per la fatica che facilmente ci avrebbero disarcionato dalla bicicletta. Anche dai balconi, dalle finestre, dalle terrazze la gente urlava shabbat! Non credo ce l’avessero con noi. Infatti non ci hanno fatto niente se non un po’ di paura (erano centinaia!!). La polizia, presente in gran numero, se ne stava tranquilla ad osservare. Avevo sentito dire che un’industria voleva tenere aperto la catena di produzione anche di sabato, suscitando le ire dei religiosi.  Forse manifestavano per questo.

mariotramontoSalendo verso l’università ebraica, per riprenderci dalla fatica e dalla squizza, ci siamo fermati al bar Aroma per una cioccolata e una torta buonissime. Ormai verso casa, vicino ai Mormoni ci siamo goduti il tramonto… il sabato è finito!

Tag:, ,

«

3 Comments

  1. Mi dispiace per l’accaduto, non sarebbe mai dovuto succedere.

  2. Dispiace che per il giorno del tuo onomastico sei stato accolto in quel modo. Il bel giro in bici che hai descritto comunque ne valeva la pena.

  3. Frate Andrea: cristiano, giovane, eclettico, intelligente, avventuroso, sportivo, coraggioso, accogliente, caritatevole, curioso, colto, matematico, fisico, webmaster, fotografo, mente affascinata dalle competenze e altrui fatiche, spirito ironico, cuore innamorato delle sofferenze di Gaza.
    Sei l’immagine stessa del bello, del buono, del vero, della…libertà.
    Qui, dalle tue parti però, le parrocchie sono semivuote, i preti vecchi e stanchi, i collaboratori ancor più vecchi e …sdentati, la droga è sovrana, l’edonismo è padrone, i giovani sono riuniti in branco.
    I catechisti sono una razza estinta e, se qualcuno sopravvive, la voce gli trema dalla vecchiaia e la mente è ottenebrata dall’alzheimer.
    Torna frate Andrea e salva almeno un piccolo gregge di questa Italia di: disoccupati, sottoccupati, precari, pensioni da fame, vu cumprà, ladri, prostitute …e trans che sono diventati “eroi nazionali”, ma a cui nessuno è disposto a riconoscere loro la dignità di figli di Dio.
    Torna, torna da noi, anche questa è terra di missione e terra santa di Cristo,
    Amen

    Davide

    Ti saluto con una poesia di Alda Merini candidata al premio Nobel scomparsa di recente.

    LA TERRA SANTA
    Ho conosciuto Gerico,
    ho avuto anch’io la mia Palestina,
    le mura del manicomio
    erano le mura di Gerico
    e una pozza di acqua infettata
    ci ha battezzati tutti.
    Lì dentro eravamo ebrei
    e i Farisei erano in alto
    e c’era anche il Messia
    confuso dentro la folla:
    un pazzo che urlava al Cielo
    tutto il suo amore in Dio.

    Noi tutti, branco di asceti
    eravamo come gli uccelli
    e ogni tanto una rete
    oscura ci imprigionava
    ma andavamo verso le messe,
    le messe di nostro Signore
    e Cristo il Salvatore.

    Fummo lavati e sepolti,
    odoravamo di incenso.
    E, dopo, quando amavamo,
    ci facevano gli elettrochoc
    perchè, dicevano, un pazzo
    non può amare nessuno.

    Ma un giorno da dentro l’avello
    anch’io mi sono ridestata
    e anch’io come Gesù
    ho avuto la mia resurrezione,
    ma non sono salita ai cieli
    sono discesa all’inferno
    da dove riguardo stupita
    le mura di Gerico antica.

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.