Sabato 15 ottobre 2005
Oggi a messa il padre Juan al posto dell’omelia legge un testo di santa Teresa d’Avila, essendo la sua memoria. Dopo la messa suor Giuseppina dice al Padre Juan che il suo francesce è “parfait”! Lui è luisingato… noi terrorizzati dalla facilità con cui le spara grosse pur di essere gentile… ripensiamo a tutte le volte che ci ha fatto dei complimenti…
Stamattina non ho proprio voglia di studiare arabo. Il sonno è padrone. Decido allora di andare nella cappella delle suore (una basilica… è enorme e loro sono solo in quattro) a suonare la pianola e a cantare qualche nostro canto. Ricordo così nostalgicamente il magnifico coro della Dozza, dove ora mi sostituisce il Bardo. Poi passo dalle suore e reincontro sr giuseppina che ha bisogno di scaricare le sue email… Non me lo faccio ripetere due volte e gentile la aiuto. Le chiedo anche se ha un ferro da stiro che non usa. Indovinate… Ha anche quello! In più ci invita a pranzo perchè ci sono altri ospiti: il superiore dei lazzaristi e un altro frate. Colombiani entrambi; un giovane studente di Parigi; e una donna, (le suore dicono: una ragazza) pure colombiana, che per conto della Croce rossa sta collaborando ad una ricerca sugli effetti del muro sulla popolazione palestinese. Quest’ultima nei fine settimana viene qui a Betania per un sorta di volontariato sia coi bambini che con le suore. Lo studente di Parigi è qui per un anno e intende specializzarsi al Ratisbonne. Non abbiamo capito se al nuovo Ratisbonne, ora gestito dai salesiani dopo la chiusura succeduta alla crisi con la Santa Sede, o se al nuovo Istituto, aperto dai Fratelli di Sion dopo la sospensione delle attività quattro o cinque anni fa.
Il pranzo è delizioso. Suor Lodi la libanese è straordinaria in cucina: antipasto di avogado ripieno di verdure condite con salsa e altre specialià, riso con ceci e spezie d’oriente; patatine al forno; verdure stufate, cipolle, carciofini, piccoli pomodori; pollo arrosto ripieno di riso pure speziato; involtini di pasta sfoglia ripieni di carne macinata;
frutta di stagione, torta di mele. il tutto condito con vino rosso; birra; caffè turco.
Io e Lorenzo facciamo una taffiata colossale. Suor Donata (l’altra italiana) parlando al lazzarista della nostra casa dice che alla sera vedere le nostre luci accese la rassicura e le sembra una casa di fate!! Pensate che fatine che ci abitano…
Nel pomeriggio, essendo sabato taglio capelli, doccia e poi uscita per la città vecchia. In Ramadan c’è moltissimo movimento attorno alla zona delle moschee. Centinaia, migliaia, di persone vi si recano tutti i giorni. Al Calvario troviamo James, un nostro compagno di arabo parlato. James fa l’assistente del console inglese a Gerusalemme. Pare abiti a Betanina, il quartiere arabo collocato in direzione Ramalla. Un inglese raffinato che mai avrei immaginato con il rosario inginocchiato al calvario. Partecipiamo alla lunga compieta dei greci. Noi ci leggiamo il sal 118 per intero.
Poi aspettiamo l’arrivo di Anastasio e Paolo Barabino (due fratelli della comunità di Montesole che vivino in un paesino vicino a Ramalla) che si fermano nella basilica del Sepolcro durante il periodo di chiusura (19-24). Noi da fuori assistiamo alla cerimonia della chiusura. Poi andiamo a cercare un passaggio per casa. Nel suq e a porta Damasco si respira il clima della festa. C’è grandissima vivacità. Compriamo tre pezzi pane; dei wurstel; e del pollo. Il ritorno a casa è rapido. Ripensando alla casa di fate di suor Donata faccio qualche foto artistica della casa in notturna:

La casa. Notate la fatina sulla sinistra, un po’ sfuocata?


