Settimana ordinaria e saluto a Debora

Dom 7 – Gio 11 maggio 2006
Dopo la bella gita a Eilat, la settimana successiva ha avuto pochi momenti particolarmente interessanti fino a giovedì. Ho pensato quindi di condensare tutto in un unico racconto.

Domenica io sto a casa e lavoro al sito della cronaca, aggiornando gallerie fotografiche e video. Lorenzo e Debora vanno a messa dai melkiti. Nel pomeriggio vado alla messa con i bambini in arabo qui dalle suore. Molto bella e partecipata. L’Abuna Thomas con disegni e gesti spiega chi è e cosa fa il buon pastore alle sue percorelle.

Ci troviamo tutte tre al Santo Sepolcro per i vespri e un po’ di preghiera. La serata è meravigliosa, calda, limpida, estiva. La cappella più infognata della basilica, sempre scura e lugubre è adornata di tutto punto per la festa del Ritrovamento della Croce. E’ irriconoscibile:

LunedìMartedì come sempre lavoro al patriarcato. La novità più eclatante è che finalmente mi hanno pagato10$ all’ora… per 64 ore relative ai mesi di marzo e aprile. Mi fa un po’ impressione pensare che il mio lavoro sul loro sito (ancora non completo) valga tanto.

Purtroppo avrei bisogno di molti più contributi da parte degli addetti ai lavori, per avere notizie fresche, foto, discorsi, appuntamenti, dispense… Ma sembrano molto impegnati. Piano pianosperiamo che la possibilità di avere uno spazio su cui mettere qualsiasi tipo di informazione utile per la gente, stimoli un po’ tutti a collaborare di più. Vedremo. Io investo ogni giorno un po’ di tempo per andare a trovare i vari responsabili degli uffici e presentare quali possibilità ci sono, a dare qualche idea, a fare qualche domanda e sollecitazione… Ma siamo in medio oriente e il tempo scorre secondo un altro ritmo.

Mercoledì come sempre lo dedichiamo all’arabo classico. I giorni al patriarcato mi tolgono la voglia di lavorare al computer e sono più “libero” per lo studio. Studio alla mattina e lezione al pomeriggio. Ho l’impressione che il prof conti i giorni che mancano alla chiusura del corso e che non ne possa più di questa classe così scalcinata.

Giovedì invece studio intensamente ebraico e al pomeriggio solita lezione con la Raia.

Oggi però è un giorno triste perchè salutiamo la Debora che torna in Italia. E’ stata una graditissima visita. La sua gentilezza e discrezione sono state tutt’altro che un ingombro al nostro semplice menage. Il suo umor e i suoi racconti tragico-comici della Ferrara degli uffici bancari ci hanno davvero rallegrato. Nella foto sotto la vedete addirittura con il putridissimo “pail” marrone di lorenzo alla fine dei vespri al sepolcro! Chissà quali altri “grezzumi” ha dovuto sopportare… Certo non ce l’ha fatto notare.

Qui di seguito vi incollo un messaggio che ci ha spedito quando è arrivata a casa:

Nella casa sul Monte degli Ulivi, ho ricevuto tutta la carità e l’ospitalità possibili; nè queste parole, nè altre potranno esprimere la mia gratitudine per i giorni avuti. Giorni belli come un sogno e ricchi, pieni. Quasi scioccante la prima sera quando, in poche ore, da Roma fiumicino mi trovo catapultata nel colorato e vivace suk e di lì a poco nel Santo Sepolcro; la fermezza di Lorenzo ha impedito che sfuggissi, per timore ed impreparazione (ma come non averne) il Calvario e l’Edicola. E poi le lodi, i vespri e la compieta nell’intimità della cucina dei fratelli, alle loro voci sentivo unirsi la mia. Le Messe se andava bene, in francese; ma anche in arabo (Andrea era pronto a soccorrermi, con il testo corrispondente e comprensibile), gli orari spesso non quelli stabiliti, ma come mi ripetevano i fratelli “siamo in medio oriente”. (nessun dubbio!). Ed ho incontrato tutti i protagonisti delle cronache: i padri, le davvero mitiche suore, i bimbi, i soldati (non sempre gentili). Ed il muro. Alto nei suoi nove metri, grigio, brutto. Il muro incombe, da dovunque lo si guardi ed il cuore …rimane incredulo. …Giorni di luce, la luce di Gerusalemme e notti di vento e luna. Nessuna nostalgia di casa e questa per me, è una novità. Poche righe che vorrebbero essere ringraziamento. Tutto il resto è stato viaggio nel cuore e del cuore. debora.

L’abbiamo accompagnata a porta jaffa dove alle 12 è arrivato il pulmino navetta Nesher che l’ha portata all’aeroporto.

La giornata si è conclusa alNovotel dove Claudio, il nostro amico di Verona che organizzapellegrinaggi con la sua agenziaAnamnesis, essendo alloggiato lì con il suo gruppo di pellegrini, ci invita a cena (a sbafo!). Ci fa anche uno scherzetto (non è il primo). Arriviamo con qualche minuto di ritardo all’Hotel rispetto all’appuntamento che ci ha dato. Non vedendolo arrivare, Lorenzo gli telefona. Claudio, bello come il sole, gli dice che a causa di imprecisati lavori, la cucina non è agibile e quindi la cena è spostata altrove… niente incontro.

Lorenzo sulle prime ci casca, poi però sentendo il profumo VERO delle cucine dell’Hotel nasa che c’è sotto qualcosa e lo smaschera. C’è da dire che il povero Claudio era piuttosto abbattuto per via di uno scippo-aggressione che ha subito oggi nel suk! Proprio lui, veterano dei viaggi e del medio oriente! Alla fine se l’è cavata con un bottone strappato, una mano un po’ graffiata (colorata da abbondante mercuro cromo di una pellegrina zelante) e l’orologio da 10 $ comprato anni fa a Nazareth, di cui ha cantato le lodi (noi sospettiamo che non valesse nemmeno i 10$ che ha sborsato).

Comunque alla fine sono arrivati e la cena, a spese del Novotel, è stata ottima e abbondante. Dopo è arrivato anche Bassem (il marito della nostra Elisabeth) che è l’agente di riferimento qui in terra santa di Claudio. Ci siamo fatti un buon bicchiere divino e poi io e Lorenzo siamo andati a casa.

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